Oggi dedichiamo la giornata alla penisola di Macao. Dista circa 60 km da Hong Kong e per raggiungerla ci sono diverse opzioni. Si può raggiungere in bus, che passa sul ponte più lungo del mondo; in metropolitana, in battello veloce (un'ora) o anche in elicottero per i più ricchi.
Abbiamo optato per un combo di metro, bus +speed boat. Il traghettaggio costa circa 18 euro nella tariffa diurna e 22 euro nella notturna. Tra mezzi e piedibus impieghi circa un'ora e mezza per arrivare. Ci sono due punti di attracco, Outer e Taipa. Il primo appartiene alla parte storica di Macao, il secondo alla parte più dinamica, quella dei grandi alberghi e soprattutto dei casinò. Macao ha un cuore portoghese e nella zona storica, patrimonio UNESCO, ci sono alcuni siti storici importanti. È stata colonia portoghese per più di 400 anni, e fu restituita alla Cina nel 1999. Questo mix di culture è ben visibile nell'architettura, nella lingua e nella cucina.

Arrivati, dopo il disbrigo delle pratiche di frontiera con passaporto alla mano (è un Portogallo asiatico con moneta tutta sua, la Pataca) iniziamo a vedere la zona storica. Saliamo sul punto più alto, la collina di Guia, c'è la Fortezza omonima . Da qui si gode della una bellissima vista panoramica a 360º su tutta la penisola. In quest'area c'è la cappella di Nostra Signora di Guia e il faro costruito nel 1865. Scesi da qui, dopo un buon roll con carne e formaggio, ci dirigiamo verso la Piazza de Senado, incrociando dapprima la chiesa di San Domenico, poi la stupenda piazza. Si sviluppa nella sua forma triangolare allungata, con palazzi in archittettura neoclassica dai colori pastello e la famosa pavimentazione "Calcada", un mosaico di piastrelle a onde bianche e nere, come nelle piazze di Lisbona. Un bel caldo ci accompagna e tanta gente intorno. Un buon gelato e via.

Percorriamo le stradine e i vicoli, che iniziano a metter su botteghe, per arrivare a "Fortaleza do Monte", la storica fortificazione voluta e costruita nei primi decennio del 1600 dai gesuiti per ovviare agli attacchi esterni, soprattutto dei pirati e poi degli olandesi. Ci sono cannoni in bronzo, un museo, che non abbiamo visitato, e un bel parco pubblico tutt'intorno. Di passaggio poco prima di arrivare abbiamo incrociato un piccolo tempio, il Kuan Tai, Il dio della guerra e della giustizia considerato un protettore dei commerci.

Questo tempio infatti era anche un luogo d'incontro per i mercanti delle tre strade principali dell'antico quartiere commerciale. Abbiamo continuato fino alla icona di Macao, le Rovine di San Paolo. È uno dei monumenti cristiani più famosi di tutta l'Asia. Perché? Intanto comprendeva il Collegio di San Paolo e la chiesa della Madre di Dio e fu costruito da gesuiti e cristiani giapponesi in esilio. Era la più grande chiesa cattolica dell'Asia orientale, soprannominata la "Cattedrale del Vaticano in Oriente".

Ma nel 1835, dopo un terribile tifone, un incendio, divampato al suo interno, ne distrusse tutto, lasciando come unica testimonianza la bellissima facciata in pietra, che miracolosamente vi sopravisse. Bene, è ora di passare dall'altra parte della penisola, la Las Vegas d'oriente. Prendiamo un bus. Il paesaggio si apre a strade ampie e architetture moderne. Dalla magia dei vicoli, negozi e anima, si passa a mega costruzioni e alberghi di lusso. Ci imbuchiamo all'interno dei più prestigiosi, the Londoner, la ricostruzione britannica con il Big Ben a grandezza naturale; the Parisien, con tanto di torre, il Venetian.

Insomma la copia di quelli americani ma con meno anima. All'interno I casino sono più silenziosi, meno "affumicati" e meno animati di Las Vegas. Diciamo che è una Las Vegas più sobria e secondo noi molto meno viva, energica e brillante. Basta, è ora di rientrare. Ripercorriamo le tappe: bus, barca, metro. Avremmo voluto rientrare passando dal ponte ma stanchezza e tempo non erano sufficienti. Alle 21.30 siamo vicini all'Hotel. Oggi, per la prima volta, cediamo al McDonald's. Troppo cotti per gironzolare, soprattutto la dolente spalla di Gigi. Doccia calda, una bella dormita e finiamo così l'intensa giornata.