"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"
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venerdì 13 marzo 2026

13 marzo 2026. Arrivati a Hong Kong

 Arrivati ​​presto in aeroporto, dopo un viaggio non proprio confortevole con la compagnia aerea Indigo, fortunatamente sbrighiamo molto velocemente le pratiche doganali.
Con calma acquistiamo le cose primarie e utili: prelievo contanti, acquisto Octopus Card, acquisto Sim Card nel mio ritrovato 7/11. Possiamo prendere il bus (A21) a due piani, che ci porterà a circa 400 metri all'Hotel Nathan, molto ben posizionato e degno di nota. Sbrigate le formalità, portati i bagagli in camera, si esce a fare "ricognizione". Abbiamo tutto ciò che serve sotto l'hotel. C'è la metro a cento metri, fermate bus, tantissimi negozi, e servizi vari. Ci sono gli sconti e c'è roba carina con costi accessibili. Stiamo morendo di fame e ci tuffiamo in un locale in cui prendiamo una specie di ramen. Buono.
Notiamo che una delle pietanze spesso presenti è l'intestino di maiale (per i sardi "longusu") o pollo. Come fosse cioccolato, lo mettono ovunque e lo mangiano come fosse miele. La carne imperversa. Non è un paese per vegetariani. Ora capiamo perché gli induisti non amanino questa cucina. Dopo aver pranzo/merendato, perché sono le 16.30, ci tuffiamo nel mercato notturno chiamato Temple Street, che dista circa 400 metri dal nostro albergo. È una strada incorniciata da bancherelle di street food, elettronica, abbigliamento, souvenir e curiosità. Comprati due cavetti per ricaricare i nostri apparecchi mobili, rientriamo in base. Stanchi e infreddoliti, visto il cambio di temperatura (da 35 indiani a 18 gradi con brezza freschina), mega doccia e dormita.